Il futuro di jQuery

 

Vi riporto una mia traduzione/interpretazione/riassunto di questa interessante chiacchierata sul ruolo ed il futuro della libreria jQuery nella programmazione web, pubblicata da Telerik qui: http://developer.telerik.com/featured/is-jquery-still-relevant/

La chiacchierata, avvenuta via chat Slack, tra programmatori di prestigio e esperienza, come  TJ VanToll , Jen Looper , Todd MottoJeremy Likness,  il nostro connazionale Aurelio De Rosa,  Nathanael Anderson, aveva come titolo “Is jQuery still relevant?”, cioè, provocatoriamente, se jQuery può ancora considerarsi rilevante oggi, alla luce del ritorno all’uso del Javascript, con le sue nuove versioni e dei nuovi framework come Angular e React.

Spoiler: la risposta è sì. Ma vediamo come arrivare a questa conclusione, e in quali termini e ambiti.
Qualcuno è più critico, altri meno, ma vediamo i PRO che vengono sottolineati dai partecipanti:

  • PRO: è la libreria JS più scaricata al mondo, presente da anni, quindi testata, stabile, con una vastità impressionante di plugins, documentazione online, tutorial, snippets, ecc ecc.
  • PRO: facile da imparare, per avvicinare i neofiti, e iniziare da subito una interattività nei propri progetti web.
  • PRO: compatibilità con versioni di browsers non recenti.
  • PRO: introduzione veloce di effetti e interazioni al DOM per siti vetrina, one-page site semplici (“brochure site” come li chiama qualcuno nel post)
  • PRO: velocità di realizzazione del prototipo di un progetto.

A questo punto vi chiederete: e perché allora dovremmo mettere in discussione l’uso di jQuery? Uno dei motivi è che ormai la standardizzazione dei browsers fornisce la possibilità di lanciare con sicurezza comandi Javascript nativi (ricordiamo che jQuery è una “interpretazione” di Javascript), senza caricare jQuery, con performance e caricamenti più veloci delle pagine. Ma il vero nodo sono le Web Apps, cioè creare siti che non solo “mostrino cose” ma che “facciano cose”: e-commerce, interazione con dati/database, fornitura di servizi digitali, ecc. Qui librerie come Angular o React hanno sfondato la breccia, non più modificando il DOM, ma addirittura creandolo, fino a gestirlo direttamente. Concetti che peraltro molti dei partecipanti alla discussione riconoscono a jQuery di aver aperto la strada, nelle sue realizzazioni framework jQuery UI e jQuery Mobile (queste sì, ormai veramente obsolete e sorpassate). A conclusione riporterei questa considerazione di TJ VanToll:

TJ VanToll: To me there’s a distinction to be made between web sites and web apps. Web apps tend to be more complex, and more advanced concepts like separation layers can make a big difference. Web sites tend to be a large chunk of the web, and don’t require a whole lot complex. In those cases, cases where Angular, React, and so forth are overkill, I still think jQuery is highly relevant. jQuery plugins are still the easiest way to achieve little effects on brochure sites.

(Trad: Per me va fatta una distinzione fra siti web e app web. Le app web tendono a essere più complesse, con concetti più avanzati come la separazione dei livelli, che possono fare una grande differenza. I siti web sono una grande fetta del web, e non hanno bisogno di particolare complessità. In questi ultimi casi, dove Angular e React e così via sono esagerati, io penso ancora che jQuery sia rilevante. I plugins jQuery sono ancora la via più facile per realizzare semplici effetti nei “siti brochure”.)

Un’ultima nota: Aurelio De Rosa, come ricordato dall’articolo, è the 4th largest contributor to api.jquery.com !

Buona lettura dell’articolo integrale!

Prossimamente conto di tornare sull’argomento jQuery, con le novità della versione 3> di jQuery, le versioni “slim” e l’utilizzo modulare.

Scritto da il 29 Dicembre 2016 | Tags: , , , ,

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