Momenti concerti – Parte 1

The Cult. 29 maggio 1986. Fiorenzuola D’Arda (Pc), Stadio Comunale.
Tour del loro album best-seller “Love”, si presentano in questo stadietto di provincia in un ambiente che si preannuncia scalcinato e banale. Ma scende la sera, poi il buio, e dietro il palco rivolto a est si accumulano nubi temporalesche. Suonano freneticamente, forse per affrettare la fine dell’esibizione e andarsi a riparare dall’incombente temporale. Ma ecco che dalle nuvole blu scuro scaturiscono lampi e saette, che creano un incredibile scenografia luminosa, impareggiabile e… gratuita! Il gruppo suona per buona parte del concerto nel più selvaggio e migliore impianto luci che abbia mai visto.

Stevie Wonder. 18 maggio 1992. Milano, PalaTrussardi.
Prenoto. Posti riservati. Platea con posti a sedere. Stevie Wonder si presenta con orchestra completa alle spalle e musicisti tra i quali il mitico bassista di Songs In The Key Of Life. Sale sul palco vestito da marinaio. Stevie suona in una barca. La peggior scenografia mai vista. Parte la musica. La sua voce celestiale, la band pesta come dei fabbri pezzi funky devastanti. Una Superstition da 15 minuti svelle tutti dalle sedie, tutti in piedi a ballare.

Afterhours. Primi Anni 90. Terranova Dei Passerini (Lo). Lenz.
Sentire concerti di amici fra amici. Non c’era neanche il palco rialzato, in pratica il gruppo suonava in un angolo di un salone di una cascina, se eri basso di statura dovevi farti raccontare cosa succedeva da quelli più alti. Il gruppo di Manuel Agnelli lo conoscevano in pochi, cantavano ancora in inglese, fu un grande concerto. Oppure no, la birra costava poco, chissà. Trovate un ricordo di quel posto qui.

Les Negrettes Vertes. 1988. Cortemaggiore (Pc) . Fillmore.
“C’è un concerto al Fillmore, vieni?” io: Mah, non so chi c’è? “i Negresses Vertes” Chi? “Dai, vieni”. E vabbè. Esco solo per la compagnia. Arriviamo. Ci sediamo, sul palco sono distesi dei tappeti persiani. Bah. A luci accese entrano degli sbandati zingari ubriaconi fumati, attraversano la sala, spariscono dietro le quinte. Ma era il gruppo? Ahahahaha! Ma dove mi avete portato? Si spengono le luci. Occhio di bue su un fisarmonicista solo che suona “La Valse” (saputo dopo aver comprato il loro cd). Uno dei concerti più belli mai visti, musica gitana, araba, punkeggiante, trascina la sala in danze, battimani e applausi. Grandissimi. Un grandissimo “Adieu” al cantante Helno, scomparso nel 1993.

Scritto da il 09 Marzo 2017 | Tags: ,

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