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Eroi del codice

cerchiouraniaNon sarà facile mettere insieme sulla Terra una squadra di creativi che possa competere con le migliori menti artistiche antropomorfe e non della galassia, pensava U, cacciatore di talenti plutoniano. Era stato incaricato dal Governo Solare di partecipare al prestigioso concorso galattico di Grafica Neurale Pantene, in palio una commessa per la costruzione di un satellite artificiale semi-illegale di piacere a pagamento.

U (che in plutoniano significa “Colui Che Cammina Controvento Nel Sole Fischiettando Canzoni Metal”) varcò il cancello della Scuola M  (che in milanese significa “Madunine Che Cambiano Colore Se Cambia Il Tempo”),  fiero del Raggio Camuffatore che lo faceva apparire come un prestante art-director americano, nascondendo alla vista le sue sembianze reali di globoide lichenico ottopode. A un tavolo, che i terrestri chiamavano “Segreteria”,  fu accolto dal barrito di una sorridente signorina occhialuta: “Buongiornooo!!”.
U respinse l’istinto di  vaporizzarla con il suo apparente cellulare, che schermava un potente Annichilatore Gamma UltraPerfido: l’avrebbe frammentata in atomi oppure anche resa incapace di ritrovare le chiavi della macchina e di pronunciare correttamente la parola “Slovacchia”.

U si schiarì la gola: -“Potrei parlare con il referente della vostra Scuola Neural… ehm Web e Apps?, Ho un concorso da proporre.”
– “Ma ceertoo!” nitrì la signorina, alzando il telefono, -“F. c’è qui il Dottor… U, che vuole parlarti!… sì, certo, ti aspetto. – Scende subito, Dottor U!”
Lo scambio di idee con l’anziano professore vestito con una t-shirt da adolescente fu breve: l’offerta di U di un gettone di partecipazione di 5 kg d’oro, trovò sorprendentemente interessato il prof. F.
Per il giorno dopo stabilirono un incontro con i ragazzi.

La mattina successiva, alla spicciolata entrarono i ragazzi, parlando fra di loro. U li scrutò uno per uno come se fossero insetti sezionati sotto un vetrino del microscopio. “Incredibile” – pensò – “sembrano proprio i soggetti ideali… quel ricciolone dinoccolato che mangia una banana… il barbuto con un oggetto solido in un orecchio sembra abbia ingerito un apparecchio radio acceso, fantastico! Per non parlare del ragazzo dotato di poteri mutanti (un superstarnuto che neanche una tempesta solare), il gigante che simula con camicia e cravatta una profonda follia verbale, e infine l’originario di una zona fra Basilicata e Calabria, l’Area 51 italiana che parla una lingua del tutto simile a quella parlata su Gugondolz IV! Ho trovato il mio materiale terrestre!”

U iniziò a parlare ai ragazzi con tono persuasivo, senza nascondere più la sua provenienza aliena: “Amici terrestri! Sono qui a offrirvi un viaggio affascinante, potrete partecipare al prestigioso concorso galattico di Grafica Neurale Pantene, in palio un mese di prestazioni di piaceri semi-illegali gratis per tutti voi!” – calcando sulla parola “tutti” e strizzando uno dei suoi 16 occhi verso alcuni soggetti che aveva già inquadrato come di gusti degni dei Murfoidi Gamberopodi Desquamati di Altair.

Non ci fu un attimo di sconcerto fra i ragazzi. Abituati alle serie TV e al loro coordinatore didattico, vedere un globoide lichenico ottopode non li turbò più di tanto. “Saremo di ritorno per l’apericena?”, “Ascoltate brit-pop su Plutone?”, “C’è gnocca?” furono le uniche domande.
In un lampo di luce i ragazzi scomparvero insieme a U.

Sembra che a settembre ritornino.

(Continua…)

(FFrancesco – luglio 2016)

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Accadde Racconti

Rompere le scatole

Non potevo rifiutare un’invito di scrivere qualcosa  su romperelescatole.tumblr.com

romperelescatoletumblr

 

Una volta li ho contati: nove traslochi. Dieci case. Li ho contati per te che non avevi mai fatto un trasloco.

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Accadde Racconti

Ti leggevamo le fiabe irlandesi

… adesso hai 18 anni, ti piace leggere, scrivere tuoi racconti e… l’odore della carta.

“La luna spuntò improvvisamente da dietro una nuvola, e ci consentì di vedere, con la chiarezza con cui ora vedo il foglio che ho davanti, la figura di una donna alta e magra, a capo scoperto, con lunghi capelli che si muovevano attorno alle spalle”

Il libro è Fiabe Irlandesi, di William Butler Yeats:
Il “piccolo popolo” dei folletti, esseri alti una spanna che fanno burle e dispetti e possono rapire bambini dalla culla sostituendoli con i loro rampolli grinzosi come vecchi decrepiti; i leprecani, gnomi calzolai che fabbricano le scarpe per le danze delle fate; le sirene che escono dal mare per pettinarsi e allora si possono catturare, basta rubar loro il cappello rosso a tre punte; i giganti dalla barba di pietra che si salda alla roccia delle scogliere; i cadaveri insepolti che s’aggrappano alle spalle dei vivi e si fanno trasportare fino a che non gli si scava un tomba… Il folklore irlandese è gremito d’una folla di presenze soprannaturali che discendono in linea diretta dall’antico paganesimo celtico e che si mescolano coi diavoli e coi santi delle leggende cristiane in una continuità fantastica atemporale, radicata ai prati e alle pietre della verde isola indomabile. (…) Italo Calvino, da qui

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L’edicola di domani.

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(Ieri ho pagato il giornalaio del mio quartiere, che porta tutte le mattine il quotidiano al mio babbo anziano, l’ho ringraziato, e lui: “Ma ci mancherebbe! Certo non posso portargli anche quello del giorno dopo!”. E allora ho scritto questo, che secondo me è solo questione di tempo.)

Nel quartiere ci sono tanti di quei negozi stranieri che nessuno si è stupito più di tanto che la famiglia di Zkkx Zwhysxx del pianeta Zoart avesse rilevato l’edicola di Crescentini in cambio di uno zainetto pieno di pietre d’oro. Ormai ci siamo abituati ai cappuccini cinesi preparati da Zhyang, alle pizze turche del kebabbaro, alla candeggina rumena della drogheria pakistana. Il nuovo giornalaio extraplanetario Zkkx è onesto, velocissimo a dare il resto delle monetine con i suoi quattro tentacoli, e tutto sommato meno brutto della moglie di Crescentini.
Insomma, a me Zik (ci siamo messi tutti a chiamarlo così) sta simpatico, per non parlare di quella sagoma di sua mamma Clak, che gli ha pagato l’edicola terrestre, disperata che il figlio a 40 cicli Zoartiani suonati non avesse ancora trovato un lavoro in tutto il suo sistema stellare.
Però Zik dopo solo una settimana di attività è depresso, dice di non guadagnare come previsto.
– Zik, è che non hai scelto il momento giusto per comprare un’edicola, i dati per il business plan che hai messo nel tuo calcolatore risalgono agli anni 80/90, quando si vendevano un sacco di cassette vhs, giornali zozzi, modellismo di velieri a uscite settimanali, riviste con allegati, e ancora tanti Rakam e Abitare. Adesso con internet, i torrent, gli emmepitre, i nuovi residenti stranieri, i soldi che non ci sono, un edicola ormai vende ancora solo qualche quotidiano, quattro figurine di Peppa, Storia Mondiale al generale del mio palazzo, e il Linus che ti sto comprando io…
– Fra, capisco, ma non voglio deludere mia mamma… mi impegnerò, offrirò servizi migliori!
– Bravo Zik, intanto ti pago il conto dei giornali che porti a mio papà… una settimana, 8 e 40, giusto? Ecco qui, già contati. E grazie ancora per portarglielo tutte le mattine…
Sì, una bella comodità che mi portasse il giornale al babbo, con il femore rotto era chiuso in casa per un altro mese, e tutte le mattine alle sette e mezza aveva il suo giornale all’uscio.
Ma il lunedì dopo mi squilla il cellulare proprio a quell’ora, è mio papà, agitatissimo: – Vieni subito! Vieni a vedere cosa mi ha portato il giornalaio!
In casa mio papà è sulla sua poltrona, sul tavolino una pila di copie del quotidiano locale. – Bhe, perchè te ne ha portate tante copie? – alzo la prima, è Libertà di oggi, niente di strano… quella sotto però è stampata in blu, ma guarda… – Guarda! Guarda la data! – mio papà ha gli occhi sbarrati, dovrò misurargli la pressione – C’è la data di domani… – Una foto e un articolo di un incidente in macchina, un editoriale sulla prossima ripresa economica, una frana per le pioggie… scorro velocemente le copertine di altri due, hanno la data di domani l’altro, e del giorno dopo, e papà è incazzato nero… – Ci sono anche le pagine dei morti, che scherzo del cavolo è? Portaglieli indietro tutti a quel cretino, non voglio vederli!
Corro da Zik. Porca miseria, tecnologia aliena qui al quartiere Ratti? Proprio non ha capito che si deve comportare come gli altri stranieri che hanno aperto delle attività qui, che mica ci costringono a mangiare cous cous, telefonare in Ecuador, o fare colazione con i falafel. Qui i nostri vecchi vogliono continuare a vivere come nel ’62, la pagina dei morti di ieri, la Settimana Enigmistica, gli anolini alla domenica, chi se ne frega se il ripieno lo ha fatto Irina o Dolores.
– Zik, se mio papà voleva il giornale del giorno dopo, te lo chiedeva no?
– Fra, volevo dare un servizio in più, il primo mese è senza sovrapprezzo.. Per tuo papà ho semplicemente fatto analizzare dal mio calcolatore le notizie degli ultimi mesi del vostro quotidiano Libertà, sono sempre un po’ le stesse, incrociandole con le statistiche degli incidenti, della criminalità, e… vabbè… un po’ di dati abusivi presi dalla NSA e dall’USL di Borgo Spinello… Sono notizie con una probabilità del 93/95%, vedi qui a pagina 23? Se l’avvocato Bruzzi stamattina ha l’infarto previsto saremo al 97%, con i necrologi già stampati! Leggi il cartello…
Non l’avevo visto, appeso dietro la sua testa molliccia, coperta da una cuffia di lana del Milan: “EDICOLA ZWHYSXX – NUOVI SERVIZI PLUS – PRIMO MESE GRATIS.”
– Oddio Zik, cos’altro hai combinato?
– Beh, Fra, al generale ho regalato le prime quattro uscite dei Diari Scomparsi di Benito Mussolini (li ho stampati da una frattura pentadimensionale via universonet), alla figlia del ciclista l’Album delle figurine intelligenti delle Winx, introvabili, e alla copia di Playboy del geometra ho allegato un clone privo di inibizioni della coniglietta del mese….
– No Zik! Farai scoppiare un casino! I Carabin… il Consiglio Galatt… tua mamma si incazzerà come una iena!
– Mia mamma? Gliel’ho detto ieri sera, è contentissima, anzi mi sta aiutando con i resi di Nuovo Libero, non so perchè ma stamattina non è piaciuto l’inserto sui progressi dei più riusciti Sistemi Stellari Comunisti della Galassia…

 

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L'(n+1)esimo libro della fantascienza: sta arrivando…

copertina_n1esimo

 

Prossima settimana, forse già lunedì, dice Barabba.

Intanto godiamoci la meraviglia di copertina del Supremo.

Con qualche (2?3?) mio contributo (cose brevi, coraggio! 🙂 ).

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Racconti

Special Undo

pop special undo

Copia, incolla, copia , incolla. Tutto il giorno a pigiare i tasti Ctrl e C, e Ctrl e V. Righe di codice da spostare di posizione, o esempi da copiare da internet. Poi ogni tanto sbaglio, ma c’è il fantastico comando di “Undo”, annulla, e tutto torna com’era prima. Ctrl e Z, il mio comando preferito. Non ho sbagliato. Non sono stato io. Io non ho scritto quelle cazzate.
Ecco, ho sbagliato, mi sono appoggiato con un dito in più e a Ctrl e Z ho aggiunto senza volere un’altro tasto (no, non vi dirò quale). L’imprecazione per il banale errore mi muore sulle labbra, perchè Giusy, la nuova stagista, è scomparsa con un ‘POP’. Non solo, ma sono scomparse anche le sue cose, la sua borsetta, le sue cuffiette dalle quali uscivano canzoni di Tiziano Ferro a volume da stadio. Persino il faldone di incarichi con il suo nome non c’è più, il suo desk è vuoto. Sul mio monitor il file che sto scrivendo ha un a capo di troppo, e la scritta “SPECIAL UNDO 001”. Io non scrivo mai maiuscolo! Nel mio ufficio non scompaiono mai persone!!
Mi giro a destra, l’altro stagista, il programmatore laureato, assunto per farmi la scarpe, lavora impassibile: da una settimana sta mettendo mano ai miei scripts, correggendo bugs o rifacendoli molto migliori, il maledetto. Non si è accorto di niente? “Enrico, hai visto Giusy?” “Giusy chi?” Bon, per lui non è nemmeno esistita…
E se?… provo a ridigitare Ctrl e Z e quell’altro tasto (che non vi dirò mai)…

“SPECIAL UNDO 002”

‘POP’.

 

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