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Accadde

Incontro di Natale

rifugio-segadelli

Stasera, la sera di Natale, ho fatto un incontro. Ve lo racconto cambiando solo qualche nome/località per rispetto al signore che ho incontrato.

Per digerire il pranzo di Natale io e mia moglie decidiamo di fare due passi in centro, fa già buio, camminiamo fra le luci e i negozi illuminati anche se chiusi. Alla fine della via che sfocia sulla piazza del Duomo incontriamo dei nostri amici, ci fermiamo a chiacchierare. Un rumore di qualcuno che cade, un signore è lungo disteso dietro di noi. In tre lo aiutiamo a tirarsi su, non è svenuto, ha un’aria confusa, – Sono scivolato..
Avrà una sessantina d’anni, alto, robusto, porta degli occhiali da lettura sul naso, un giaccone di buona fattura, dei pantaloni di velluto chiaro eleganti, un paio di scarpe che mi sembrano Timberland. Ha un borsello, e un pacchettino di plastica trasparente che gli è caduto, perde liquido. Contiene due flaconi di shampoo o bagnoschiuma, si saranno aperti o rotti nel cadere.
Si regge in piedi da solo, – Ero di fretta, dovevo telefonare a mia moglie… Gli diciamo di sedersi su una panchina della piazza a pochi metri, ci arriva da solo, lo aiutiamo a mettergli a posto i pantaloni che si erano un po’ abbassati. Vicino a lui siamo rimasti solo io, il mio amico e le nostre mogli, due ragazzi che ci avevano aiutato a tirarlo su si sono dileguati senza una parola.
Sono indeciso se chiamare il 118, il signore potrebbe anche avere avuto un malore o un ischemia, però si regge in piedi e dall’aspetto sembra un signore benestante che probabilmente abita da quelle parti – Come si sente? Dobbiamo chiamarle qualcuno…? – Mia moglie è in Argentina… abito vicino alla stazione… – Ma si sente di tornare a casa? Non vuole che chiami qualcuno, un parente o anche un’ambulanza? – No, qui non ho nessuno che può venire. Ho dei parenti, ma non verrebbero… sa come sono i parenti… torno a casa da solo, non si preoccupi.. – Senta, l’accompagno per un pezzo… Il signore sta in piedi ma lo vedo ancora un po’ traballante. Non sento odore di alcool, non mi sembra ubriaco, continua a sembrarmi una persona di ceto medio-alto e scolarizzato, parla bene senza inflessione dialettale, potrebbe essere un professore, un avvocato, un ingegnere. Dico al mio amico che lo accompagniamo io e mia moglie, loro abitano fuori città, inutile che vengano anche loro.
Mentre attraversiamo la piazza, mi dice che è alloggiato al dormitorio vicino alla stazione di Piacenza, che una volta era ridotto malissimo, ma che adesso l’hanno messo in ordine, che è venuto anche il sindaco due volte a vederlo. Mi dice che è malato, che gli avevano trovato un tumore più di dieci anni prima, che adesso ne ha un altro e deve andare dai medici a fare delle cure – Prende delle medicine? Forse è per questo che è scivolato… – Sì, ne prendo anche per la glicemia… Non so se il dormitorio apre prima delle otto (sono quasi le sette di sera) ma forse c’è già qualcuno… – Ci sta solo per dormire? – Sì, è un monolocale, ci siamo in una decina di persone, chi è malato come me, chi non ha nessuno o qualcuno che ha avuto dei problemi con l’alcool…- Di giorno dove sta? – Eh, ho da fare, devo andare dai dottori… oggi avevo preso le vitamine (alza il sacchetto dei bagnoschiuma rotti, all’arancia direi, dall’odore fortissimo).
Intanto stiamo costeggiando la cancellata dei Giardini che portano alla stazione, non è un bel posto da passarci di notte, ma non mi fa paura, sia io che mia moglie abbiamo abitato nei dintorni da piccoli e poi oggi è Natale, cosa vuoi che…. Ma il signore ci spaventa: – Non passiamo da quella parte. Ci sono sempre due neri… una gang… (Ecco, per la prima volta penso chi me l’ha fatto fare di venire fin qua, che avrei dovuto chiamare…) – I carabinieri… – I cosa? – Lì… Una macchina dei carabinieri a fari spenti e motore acceso davanti al grattacielo di Piacenza. Non so se rassicurarmi o preoccuparmi di più. Vabbè, attraversiamo e siamo sul piazzale della stazione, davanti al centro commerciale illuminato da una vertigine di luminarie. – Tutto a posto? La posso lasciare qui? Non ci siamo neanche presentati… – Mi chiamo G., la ringrazio, è stato molto gentile. – Piacere, Francesco. Buonasera, e auguri. Si riposi.
Lo guardiamo andare verso il lato destro della stazione, io e mia moglie ci giriamo, ci affrettiamo di tornare sui nostri passi e arrivare prima possibile a casa. Sulla strada ci scambiamo ipotesi su G., a casa ci ripromettiamo di guardare sul sito di Chi l’ha visto e cercare il dormitorio dove sarebbe andato, non conosciamo nessuna casa accoglienza da quelle parti.
A casa non trovo nessuno di simile sul sito di Chi l’ha visto, mentre mia moglie trova il dormitorio. Si tratta di un edificio ristrutturato anni fa, in gestione alla Ronda della Carità, c’è un numero di telefono, chiamo.
– Buonasera, mi scusi, ho accompagnato un signore che era caduto in Piazza Duomo, mi ha detto che alloggiava lì…
– Sì, è tornato da poco un nostro ospite, ho visto che aveva il giaccone sporco… aveva un giaccone di colore X?
– Sì, mi ha detto di chiamarsi G., che sua moglie è in Argentina… ero indeciso se chiamare il 118, ma poi ho visto che stava abbastanza bene e l’ho accompagnato.
– … L’abbiamo qui da qualche giorno.. Si è accorto che ha la testa un po’… come dire… confusa?
– Sì certo… ho chiamato perchè mi erano venuti dei dubbi, avevo paura di aver sbagliato a lasciarlo lì.
– Ha fatto bene, la ringraziamo molto per averlo accompagnato. Buon Natale.

Così ho scoperto che esiste il Rifugio Segadelli, presso la Stazione di Piacenza:

“Al rifugio Segadelli, dietro alla stazione, ogni notte trovano riparo dieci persone, italiani e stranieri tra i 18 e i 60 anni. Li unisce una situazione comune: la mancanza di una casa, di un lavoro e di una famiglia. Il risultato della crisi economica ma anche di una serie di errori che hanno portato alla rottura degli equilibri familiari e sociali. Lo scorso anno, gli accessi al rifugio Segadelli sono stati 550, nel 2012 il dato è destinato ad aumentare. La fascia d’età in crescita è tra i 50 e i 60 anni, quella degli esodati che perdono il lavoro ma per la pensione è ancora troppo presto. Finire in mezzo a una strada diventa sempre più facile. In prima linea per aiutare gli ultimi, da quindici anni a Piacenza, c’è la Ronda della Carità composta da ventitre volontari. (…). Chi volesse contribuire, può recarsi al rifugio Segadelli o contattare il responsabile al numero 3357000986.”*

*da: http://www.liberta.it/

Aggiornamento: il 31 dicembre sono passato al Rifugio, che si trova camminando lungo la destra della facciata della Stazione di Piacenza, dopo un bar sull’angolo trovate una porta sul lato destro. Qui ho incontrato il responsabile Sig. Gianni Bonadè; al momento mi ha detto che non c’è urgenza di sacchi a pelo come indicato nel video. G. è ricoverato, al momento è stabile, ma il quadro clinico corrisponde alla gravità che mi aveva raccontato la sera del 25.  A lui, ai suoi ospiti, ai volontari e volontarie e a chi ha avuto la pazienza di leggere fin qui, un forte augurio di Buon Anno.

Foto: Cravedi

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Compliments, Mr. Obama

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Due cuori ed un account

Kindle for Two

Leggere ebooks in famiglia con Kindle. Premessa: mi piace leggere e sono sposato ad un’appassionata lettrice. Uno dei primi mobili entrati in casa nostra è stata la libreria, trasportata sul portapacchi dell’auto e montata insieme, quindi farciti dalla mia fantascienza, fumetti, letteratura americana, e dalle sue enciclopedie, romanzi, libri di poesia.  Con tanti libri in casa e con ancora diversi che si comprano nuovi, programmare l’acquisto anche di un solo ebook reader non è stato semplice. L’assatanato di tecnologia che è in me scalpitava già dal 2010, ma ho aspettato che si abbassassero i prezzi dei readers e che ci fosse una buona disponibilità di titoli in Italia. A dicembre del 2011 ho acquistato il primo modello di Kindle ufficialmente venduto in Italia, semplicemente chiamato “Kindle“, anche se in giro c’è chi lo chiama “Kindle 4”, “Kindle no-touch”, “basic”… Il prezzo era ragionevole, 99 €, sufficientemente basso, a mio giudizio, per permettere l’acquisto in futuro di almeno un altro apparecchio in famiglia senza svenarsi. Volevo un’apparecchio economico, funzionale, leggero e senza complicazioni, con l’obiettivo di usarlo solo come “carta”, solo per leggere. Con queste caratteristiche oggi lo trovate a 79 €.

Durante i mesi del mio uso, piano piano si è sciolto lo scetticismo della moglie verso gli ebook, che sembrava granitico (“ah l’odore della carta, vuoi mettere?” ecc. ecc.), ho scaricato qualche libro che piacesse anche a lei e le ho prestato il mio Kindle. In pratica non l’ho più rivisto! Era giunto il momento di pensare ad acquistare il secondo e-reader, andiamo da Unieuro, unica catena al momento che rivenda ed esponga i Kindle, e dove ho comprato il mio, e guardiamo e stoccagnamo anche un Kindle Touch e un Sony Prs-T1, non la influenzo: “No, lo voglio come il tuo, preferisco”.

Passiamo alle note più pratiche: stavolta acquisto direttamente da Amazon, anche per affiancargli l’acquisto di una cover da regalarle. Quello acquistato da Unieuro, una volta portato a casa, era ancora “di nessuno”, quindi avevo aggiunto il seriale identificativo dell’apparecchio nell’apposita casella sul sito di Amazon per collegarlo al mio account di utente. Comprando invece da Amazon dovevo già scegliere se acquistarlo con il mio account/nome utente oppure creare un nuovo account per mia moglie. Chiedendo consiglio a chi era più esperto e leggendo le discussioni nei forum non ho avuto più dubbi. e l’ho acquistato a mio nome, registrandolo così automaticamente come mio secondo Kindle.

Quindi nell’area Mio Kindle ho cambiato il nome dell’indirizzo email creato automaticamente con uno più riconoscibile (era tipo MIOnome.cognome1234, ho messo perciò il nome di battesimo di mia moglie e qualche lettera in più), in modo da poter gestire anche l’invio di libri/documenti con Calibre o via mail, via bookmarklet etc.

Qui sotto un esempio con nomi di fantasia, tanto per capirci.

Pagina Dispositivi
Come si presenta una Pagina Dispositivi con due Kindle

L’obiettivo era riprodurre le abitudini di lettura casalinghe. Ognuno di noi due acquista/legge i suoi libri preferiti, e a volte i gusti coincidono: ad esempio ad entrambi piace Niccolò Ammaniti, ed era appena uscito una sua raccolta di racconti “Il momento è delicato”….

Primo metodo, tramite sito Amazon.it/pc: Dal sito di Amazon lo acquisto, e il libro viene inviato via internet e wifi casalingo sul mio “Marito’s Kindle” che è il predefinito. Ma volevamo leggerlo entrambi, quindi clicco su “Libri” nel menu a sinistra dell’area “Mio Kindle” e scelgo dal bottone “Azioni” > invia a… e poi seleziono “Moglie’s Kindle” e ” Consegna”. Notare che è possibile anche fare a meno del wireless/wifi se non ne disponiamo, sarà sufficiente collegare il Kindle via cavo usb al computer. Ovviamente “Consegna” è a costo zero, il libro è già acquistato, potete inviarlo su qualsiasi apparecchio registrato a vostro nome, sia un Kindle, che un’apparecchio tablet Android, IPad, smartphone, computer dove avete installato il software Kindle.

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Bene, stavamo per partire per le vacanze, ed entrambi volevamo leggerlo subito. Di default Amazon attiva il servizio Whispersync, che tiene “il segno”, memorizza il punto dove siete arrivati a leggere, sincronizzando l’informazione fra i diversi apparecchi registrati sul vostro account. Immaginate di avere un Kindle e uno smartphone con installato il software Kindle: potete leggere il vostro libro sullo smartphone e ritrovarlo alla pagina dove eravate arrivati sul Kindle! Comodo no? Già, però non va bene nel nostro caso, che leggiamo contemporaneamente lo stesso libro, va quindi disabilitato il servizio WhisperSync, nell’apposito controllo in Mio Kindle, temporaneamente o stabilmente (nel mio caso lo tengo disabilitato). Se ci pensate, questo è un aspetto che batte il libro tradizionale: anche con un libro di carta ne avremmo comprato una sola copia in famiglia, ma uno avrebbe dovuto aspettare che l’altro finisse il libro!

Secondo metodo, tramite Kindle: Potreste preferire di acquistare direttamente dal Kindle, per certi aspetti è ancora più semplice, ovviamente è necessaria la connessione wireless/wifi. Si acquista un libro dal Kindle: il libro viene scaricato immediatamente sul dispositivo. Sull’altro lettore Kindle basta cliccare il pulsante Menu (vedi sotto) e troverete il nuovo libro su “Elementi Archiviati”: selezionatelo spostandovi con i pulsanti di navigazione centrali e premete quello centrale per scaricarlo senza ulteriori addebiti, dalla vostra libreria personale online.

Fine. Sembra impossibile ma è così, sono quelle cose che a me stupiscono (positivamente) sempre un po’!  Come per esempio la possibilità di reso… vi siete sbagliati ad acquistare un titolo o semplicemente non vi piace dopo qualche giorno? Avete 7 giorni per restituirlo, il libro verrà cancellato, e l’importo vi verrà restituito sulla vs. carta di credito predefinita… ma questo lo vedremo nei dettagli in un prossimo articolo.

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Pulsanti Kindle 4

 

 

 

 

 

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Ebooks Kindle

Kindle Cloud Reader: leggere dal browser

Kindle Cloud Reader

Un servizio non molto conosciuto fornito da Amazon è il Kindle Cloud Reader raggiungibile all’indirizzo http://read.amazon.com

Si tratta di una web-app in Html5 che permette di leggere i propri ebooks acquistati sul Kindle Store di Amazon sul vostro computer/Ipad/tablet Android direttamente in uno dei principali browsers: Firefox, Chrome, Safari. Attenzione, NON supporta Internet Explorer! Infatti, provando con IE9 su Windows 7, non è possibile neanche fare il login:

No ie 9

Fatto il login, con le proprie coordinate utente/password di Amazon, con un avviso vi verrà presentata la possibilità di scaricare in locale un libro, per leggerlo offline, anche in assenza di connessione internet, bisogna cliccare con il tasto di destra del mouse sul libro e scegliere “Download & Pin Book”, come dice qui sotto:

Cloud read offline

Una volta cliccato su “Get Started Now” potrete vedere le miniature dei vostri libri acquistati, e il pannello in alto di alcuni comandi disponibili:

cloud books

Trovate una serie di tasti in alto: da sinistra il refresh, in caso di recenti acquisti, e un icona a ingranaggio che propone Help/Terms Of Use/Terms of Notice/Contact Us/e il Sign out per scollegarsi, niente di molto interessante, a parte l’Help (in inglese) se volete approfondire il funzionamento di questo servizio. Poi la lente che è il classico input di ricerca nella vostra biblioteca: basta digitare poche lettere e vengono subito filtrati i libri che contengono quelle lettere. molto veloce. Gli altri tasti sotto ordinano la biblioteca, tutti molto intuitivi. A destra c’è un tasto Kindle Store che, attenzione, vi manda al sito americano (amazon.com): se avete un account americano va bene, ma se come me avete l’account registrato in Italia, (amazon.it), meglio accedere al Kindle Store italiano da un’altra pagina/scheda del browser. Ovviamente una lettura il display del computer/notebook non è riposante come l’e-ink del Kindle, ma comunque il testo viene presentato con caratteri ben leggibili, e sono diversi disponibili comandi di navigazione/sottolineatura/personalizzazione dei caratteri, inoltre viene mantenuto il punto di lettura con whispersync. Ulteriori informazioni sulle funzionalità le trovate QUI.

  • Vantaggi del Kindle Cloud Reader: Permette di leggere in formato ampio e a colori quei libri che contengono illustrazioni, disegni, foto a colori che non si apprezzerebbero al meglio sullo schermo 6″ e-ink in tonalità di grigio del Kindle. Io ad esempio lo uso per i fumetti e per i miei libri illustrati di montagna preferiti (Messner, Bonatti, Simone Moro). Non si deve installare nulla: comodo quindi per leggere saltuariamente su un computer temporaneo/non nostro o su macchine Linux senza Wine. Funziona su Windows, Mac e Linux, basta che ci sia installato un browser “serio”, insomma. che non sia quella maledizione di Internet Explorer! Su tablet Android con Firefox funziona perfettamente, con il browser standard no.
  • Svantaggi: non permette di accedere ai Documenti Personali*, quindi niente ebooks o documenti caricati da noi, ma solo libri acquistati su Amazon, che invece si possono leggere con il software di Amazon installabile Kindle For PC e l’app di lettura in versione Iphone/Ipad e Android, vedi QUI. Di Kindle per PC ne parleremo prossimamente, soprattutto per l’installazione su Linux/Ubuntu attraverso Wine.

*NOTA: I libri e i documenti personali NON acquistati su Amazon, sono presenti nel vostro spazio Mio Kindle/Documenti Personali, se li avete inviati inviati via email al vostro indirizzo nomecognome@kindle.com, come allegati email (es. PDF con oggetto “Convert”) o tramite l’invio email di Calibre (es. libri in epub convertiti in formato Kindle/mobi). Se li avete caricati tramite cavo USB, ovviamente non sono nello spazio cloud di Amazon/Mio Kindle.

Estensioni per Browser: Per Chrome è possibile installare l’estensione Cloud Reader. Esiste anche Kindle Cloud Launcher che semplicemente lancia la pagina in una nuova tab, aggiungendo un’icona nella barra superiore del browser.

Esempio Fumetto
Esempio Fumetto – Corto Maltese
Esempio Libro - Il Fiuto Dello Squalo di Gianni Solla
Esempio Libro – Il Fiuto Dello Squalo di Gianni Solla

I libri visualizzati negli esempi li tovate nel Kindle Store: il fumetto di Hugo Pratt non ha bisogno di presentazioni,  il romanzo di Gianni Solla ve lo consiglio caldamente, uno dei libri migliori che ho letto quest’anno!

  

Avviso: i links al Kindle Store sono affiliati Amazon. Nessun costo aggiuntivo per gli utenti in caso di acquisto.

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Un ebook fantascientifico e pure gratis

Insomma ci sono questi di Barabba, che fanno tante cose con passione. Io li conoscevo da lontano soprattutto per iniziative come Schegge di Liberazione, e tante altre operazioni/ebook collettivi.

E insomma sulla rete mettono in giro la voce che vogliono fare un ebook collettivo di fantascienza.  Bellissimo, penso, avrò da leggere aggratis per il mio Kindle, che già mi ha fatto riprendere i libri di Clifford K. Simak, Asimov, Clarke, Silverberg, Ballard, Philip K. Dick… Poi ho provato a buttare giù un racconto, bho, proviamo con qualcosa da ridere. Quand’è che mi inventavo storie di fantascienza? Ah bhe, da bambino, stipando nordisti, cowboys, pistoleros su astronavi di Lego. Sono partito da lì e ho scritto di getto La Battaglia di Hunz. La faccio leggere in casa a moglie e adolescente e ridono. Rido un po’ anch’io, è strano scrivere, perchè poi ti sembra di non averlo scritto tu. Però è difficilissimo dire con certezza se è veramente valido o no, se può piacere a qualcuno o a molti (a tutti è impossibile, pochi giorni fa ho letto un’assurda stroncatura di Ubik di P.K.Dick!). Insomma lo mando. Mi pento. Provo a scriverne un’altro, In Piazza, con pretese (pretenziosità) più alte, non lo rileggo abbastanza e alla fine è una cosa che ho scritto solo per me, che è una cosa che non si dovrebbe mai fare, abbiate pietà se lo leggete. Però sia con le cose che ti riescono meglio che con le cose che sbagli mi è venuta la passione di scrivere ancora. Ho qui il file di “Pancho – Missione Di Soccorso”, un sequel di La Battaglia di Hunz, sempre piuttosto breve, e una cosa più lunga che… bho, vedremo. E forse non è neanche fantascienza. Per ora grazie a quell’umanissimo alieno di Marco di Barabba, e a tutti quelli che mi hanno espresso il loro apprezzamento, non me l’aspettavo davvero.

La meravigliosa copertina “Uranofila” è di quel gegno di Isola Virtuale, l’ebook lo potete scaricare liberamente in PDF, EPUB, MOBI(Kindle) da QUI . Non a caso è stato pubblicato il 19 settembre, scopritelo nella splendida prefazione di Marco Manicardi “Il Many”

 

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