Sogno o son mesto

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Tanti tanti anni fa, il paese di Credulonia era diverso, non si stava bene come adesso. Sulla via principale, piena di luci, che conduceva alla Piazza passeggiavano i cittadini, e davano ogni tanto un’occhiata alle vetrine illuminate dei negozi, che mostravano merci di ogni genere, con grandi cartelli SALDI, SCONTI, LIQUIDAZIONE TOTALE. Tuttavia quasi nessuno si fermava ad acquistare qualcosa, qualcuno magari entrava, si provava i capi di vestiario o le scarpe, ma ordinavano poi tutto da casa attraverso una specie di piccola scatola magica (tutti ne avevano una, allora), e la merce proveniva anche da lontanissimo, addirittura da oltre le Montagne. Tutti avevano anche una scatola luminosa più grande, che narrava storie, e ti faceva venire voglia di comprare cose bellissime, come bevande nere in tazze piccoline o dolcetti svuota aria per la panza di chi mangiava troppo (sì, si mangiava troppo!).
Un giorno da questa scatola spuntò un nanetto Burlone, faceva molto sorridere i Credulonesi e promise che avrebbe portato la felicità a tutti, che non c’era bisogno di fare niente, bastava sorridere. Non come i Serioni, quella gente triste e noiosa sempre a lamentarsi.
Così tanti abitanti di Credulonia lo proclamarono Re, e anche se lo vedevano portarsi via le loro figlie nel Palazzo Reale, e accumulare il loro grano nei suoi magazzini, gli volevano sempre bene, perchè si diceva fosse il prezzo da pagare per la felicità.
I Serioni però erano sempre arrabbiati, e non si sa perchè, ma sempre più gente diceva in giro che avevano ragione, anzi quasi tutti, e un giorno scesero in Piazza con i forconi e le torce, volevano comandare loro e chiudere finalmente il nanetto Burlone nelle segrete del Castello.
Ma mentre i Serioni si dirigevano in corteo verso la Piazza, dalle scatole luminose piccole dei Credulonesi spuntò un folletto Salterino, che disse loro che il capo dei Serioni, quel brutto e pelato che veniva dalle Montagne, era uguale al nanetto Burlone e voleva solo sostituirlo per renderli tristi.
Così quando i trecento Serioni arrivarono in Piazza davanti al Palazzo Reale, dalle vie spuntarono trecento Credulonesi dietro al folletto Salterino, e dal Palazzo ne uscirono altri trecento cittadini, con in mano una pergamena firmata dal nanetto Burlone, dove era promessa la felicità a vita.
Cominciarono a darsele di santa ragione, non si capiva chi avrebbe vinto, anche se i Serioni stavano soccombendo sotto i morsi dei seguaci del nanetto e i calci con gli stivaloni delle bande di Salterino, quando una voce tonante rimbombò nella Piazza. Un reggimento di cavalieri con gli elmi cornuti arrivarono guidati da una Regina bionda, che colpì il selciato con il suo scettro luminoso. Un bagliore accecante, una lampo di fulmine spazzò via i contendenti, che fuggirono seminudi e bruciacchiati nascondendosi dove potevano. “Io malediko quevzto Paeze! Non avrete più scatole luminoze e uzerete zolo koze koztruite con legno di alperi. SPREEEDDD SU DI FOI!!!”
E da allora figlio mio, si vive felici e contenti.

 

 

Scritto da il 26 Febbraio 2013

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