Finalmente, The Decemberists

the decemberists milano

Seguo i Decemberists dal 2006, anno in cui pubblicarono uno dei loro capolavori, l’album “The Crane Wife”.
Non li ho scoperti per la loro musica, ma attraverso un sito che citava i lavori di un’illustratrice americana, Carson Ellis.
Mi colpì molto il suo stile, e navigando nel suo blog scoprii che era l’illustratrice degli album di un gruppo musicale, The Decemberists, appunto. Cercati su YouTube, mi imbattei nel brano Here I dreamt I was an architect e fu amore a primo ascolto: andai alla ricerca di tutti i loro brani, di ogni singolo suono emesso dalla band. Linee pulite della chitarra come il miglior Johnny Marr, atmosfere irlandesi (lo stupore che fossero americani!), testi originali, di stampo letterario, spesso ironici e surreali.

Mi colpì molto anche il loro stile dal vivo, molto teatrale. Insomma, contavo di poterli vedere prima o poi, e l’occasione sembrò proporsi nel 2007: una data italiana a Milano! Purtroppo però in quel periodo ero convalescente da un’operazione all’occhio destro, niente da fare. Torneranno, pensavo… intanto passano gli anni, pubblicano altri bellissimi albums, si conquistano anche una certa popolarità negli USA, suonano al Newport Folk Festival, aprono concerti di Bob Dylan, collaborano con Peter Buck dei R.E:M. … concerti sold-out in America, ma niente tour europei, in mezzo alcuni anni di stop: il cantante/autore/leader della band, il geniaccio Colin Meloy, insieme alla … moglie/illustratrice Carson Ellis hanno un enorme successo con il loro libro per ragazzi “Wildwood” (tradotto splendidamente in Italia da Valentina Daniele). Scrivono dei proseguimenti del racconto, lo stop si prolunga, in crisi d’astinenza compro persino l’album del loro batterista! (non è malaccio, eh!)

Ma eccoli tornare (2015) finalmente con un’altra nuova splendida raccolta di canzoni, “What a terrible world, what a beautiful world”, e viene annunciata una data italiana a Milano, il primo marzo ai Magazzini Generali!

Stavolta non mi sono sfuggiti, e a 10 metri dal palco mi sono goduto uno dei più bei concerti* della mia vita, per di più accompagnato dalla compagna della mia vita, che ha apprezzato lo spettacolo!

* … e ne ho visti: The Cure, Bob Dylan (3 volte), Ramones (2), Souxsie & The Banshees, Van Morrison, Patti Smith, Chuck Berry, Roger Mc Guinn, Tuxedomoon (2), Sonic Youth, Screaming Jay Hawkins, C.S.I. (2), Jethro Tull, Peter Gabriel, R.E.M., Iggy Pop, Weather Report, Julian Cope, Cramps, Tangerine Dream, Simple Minds, Aerosmith, Motorhead, David Bowie (anche come Tin Machine)….

ticket

Scritto da il 04 Marzo 2015

Argomenti: , ,

Create Now – Adobe Tour 2014 a Milano

createnow

Sono andato alla tappa milanese del  Create Tour 2014 di Adobe, ecco qualche breve impressione/informazione sulla mattinata:

Si inizia con le slides presentate da Gabriele, responsabile marketing, che presenta i concetti fondanti delle intenzioni di Adobe per questi ultimi anni e per il futuro. Le parole magiche sono quelle che ci si aspetta: “Mobile”, “Social”, “Cloud”.
La loro proposta sarebbe di andare oltre, considerarle ormai delle “commodities” acquisite, e introduce il concetto della “nuova frontiera” dell’ “Experience”, di apps mobili sempre più collegate al proprio lavoro desktop, non solo per visualizzare files o lavori. (Avviso: se cercate in giro noterete la forte preferenza verso Apple/IPad, soprattutto per le apps/funzioni più complete, insomma, se preferite Android: ciccia). Inoltre viene presentato il nuovo sito di Adobe, dove al login si accede direttamente al proprio profilo personale/cloud/foto ecc.

Quindi la parola passa ad Alberto che con un iPad e una penna capacitativa mostra la potenzialità delle apps per il mobile (Sketch, Line) del disegno a mano libera o con righello virtuale.
Si accenna soltanto al nuovo device di disegno (primo prodotto hardware mai prodotto da Adobe, di prossima uscita). Le creazioni che si realizzano possono essere inviate/condivise direttamente alle apps Creative Cloud, si aprono direttamente nell’app desktop (es. Photoshop CC).

Altra novità sparse citate:  l’estensione dell’utilizzo dei font Typekit nelle apps Adobe, miglioramento/facilitazione dell’uso del pennino/curve di Bezier e dell’esportazione per il web di codice CSS e SVG di Illustrator, l’esportazione da InDesign in formato ePub, sia in modo flowable che fixed.

Saltiamo a qualche novità per il web:

In Photoshop CC se impostate File>Genera>Risorse Immagine, e date un nome con estensione raster a un livello di Photoshop (esempio nomelivello.jpg o nomelivello.png), questo verrà salvato in una sottocartella “nomedelfile-assets”, disponibile ad essere utilizzato come file a sè stante (magari direttamente in Dreamweaver CC). Mi piace.

Dreamweaver CC: potenziamento dell’editing in modalità “Live”, sono apparsi nuovi box azzurrini di info/editing, come questo: dw2014live. Da provare nell’uso pratico, sospendo i giudizi per ora. Ovviamente l’hanno proposto a vista codice chiusa (l’ho trovato fastidioso, ancora stiamo a: “ahh! il codice html! il Male Supremo! Non guardatelo!” ?), ma in realtà è possibile tenerle aperte entrambe.

Muse: bene, si ammette che NON può sostituire lo sviluppo di un Dreamweaver CC o di un vero editor web, che produce codice pesante e poco gradito (ma va?) a uno sviluppatore web, ma che può andare per creare velocemente prototipi funzionanti per un cliente, o siti usa&getta (es. landing page per fiere, eventi, ecc,).

Edge Animate: l’app di animazione web ha ora maggiori interazioni con Illustrator, è possibile caricare direttamente nello stage elementi vettoriali e animarli, migliore supporto per l’inserimento di video.

Nota finale: Non ho potuto seguire interamente l’evento per impegni di lavoro, al termine si stavano presentando le novità nel settore video. Anche qui si è sottolineato il maggior collegamento fra apps: ad esempio ora è possibile editare effetti di After Effects direttamente in Premiere.

Ah, se volete approfondire le informazioni sulle novità di Creative Cloud, partite da qui.

Scritto da il 09 Luglio 2014

Argomenti: , , ,